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Ci son gite e ... viaggi d'istruzione!

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Quando si parla di gita scolastica si pensa subito al divertimento tra compagni di scuola e viene vista un po’ come una vacanza per dimenticarci dello studio e della quotidianità. Sotto questo punto di vista il nostro viaggio in Germania ci ha permesso di scoprire nuovi aspetti di ognuno di noi, contribuendo non solo a farci sentire più uniti come classe, ma anche ad instaurare rapporti con ragazzi che prima non conoscevamo.

 

… Ci sono gite e ... gite!

Quando si parla di gita scolastica si pensa subito al divertimento tra compagni di scuola e viene vista un po’ come una vacanza per dimenticarci dello studio e della quotidianità. Sotto questo punto di vista il nostro viaggio in Germania ci ha permesso di scoprire nuovi aspetti di ognuno di noi, contribuendo non solo a farci sentire più uniti come classe, ma anche ad instaurare rapporti con ragazzi che prima non conoscevamo.

Deve essere comunque colto un altro aspetto importante:  le gite vengono chiamate “viaggi di istruzione” e penso che questa esperienza abbia raggiunto il suo obiettivo anche sotto questo punto di vista, soprattutto perché ci ha portato a contatto con realtà che prima conoscevamo solo attraverso i libri di scuola. Mi riferisco in primo luogo alla visita al campo di concentramento di Dachau, che ci ha fatto riflettere sull’orrore di un passato terribile e sulle atrocità che l’uomo è stato capace di commettere.

Ma questo percorso non si è fermato qui; alla visita di Dachau è seguita Berlino, dove in ogni angolo della città  sono ancora presenti i segni di un passato che non deve essere dimenticato. Solo camminando per la città, sulla strada sono segnalati i punti dove prima c’era il muro, i cui resti sono in parte visibili e rappresentano un monumento stesso della città.

Siamo stata al museo della memoria, che oltre a ripercorrere due millenni di storia del popolo ebraico, ci ha permesso di scoprire molti aspetti della sua cultura. Sembra quasi paradossale che la storia degli ebrei venga narrata a Berlino, capitale di una nazione che ne a portato quasi allo sterminio: quasi un modo per ricompensare ciò che era stato loro tolto,  per ridare loro una “voce”, un’identità.

Anche la “topografia del terrore”, un percorso scandito da fotografie che raffigurano  eventi e personaggi protagonisti o vittime del nazismo, vuole sottolineare come ciò che è accaduto non debba essere lasciato


alle nostre spalle, e ci ha portato a riflettere ulteriormente su quanto avevamo già visto al riguardo.

Il nostro viaggia a Berlino ci ha permesso non solo di studiare in modo alternativo e più approfondito la storia, ma ci ha portato all’interno della storia stessa: un tuffo nel passato, attraverso cui abbiamo vissuto noi stessi la storia, per un’esperienza che ci ha portato a riflettere e che ha segnato una crescita umana e culturale di tutti noi. Dai libri possiamo apprendere molte cose, ma lo studio teorico porta ad una conoscenza distaccata e “lontana” dei fatti, ben diversa da quella a cui siamo pervenuti noi attraverso questa settimana indimenticabile.

(F.B)

 

 

 

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A proposito della gita a Berlino (14-19 aprile) è importante sottolineare il rapporto che si è creato tra studenti e prof. …un esempio?

Il coro da stadio elaborato per la prof.ssa L. C.i (sulle note di Guantanamera)

                        ..una di noi,

                        Lucia una di noi,

                        una di noi,

                        Lucia una di noi…

Nei momenti di sconforto ci appellavamo al capogita D. C.i prof. di italiano e latino per il quale è era stato composto uno slogan in rima..

                                   SENZA DARIO è TUTTO un GUAIO

Le nostre serate in birreria si concludevano sempre in un clima di amicizia,amore,gioia e…

                                   Ohoho Maria

                                   Ti AMO!

                                   Ohoho Maria

                                   Ti VOGLIO!

Naturalmente intonata per la prof. di scienze M. V. F.

Un grazie a tutti i prof che ci hanno accompagnato nella prima gita dopo 5 lunghi anni di duro studio al Liceo Scientifico XXV Aprile

VD by(G,C.)

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Rapporto sulla gita Monaco-Berlino-Norimberga (gita epica, devastante e unica)

La gita è stata a parere di ogni esponente della classe 5° A un esperienza formativa ed educativa,veramente ricca di riferimenti culturali, che ha offerto a noi studenti occasioni uniche per apprendere informazioni che completano senz’altro il percorso formativo previsto da un liceo scientifico, anzi si può dire che ognuno è tornato a casa con un bagaglio culturale assai maggiorato, se non schiacciante……

Beh, le cose non sono andate proprio così...diciamo che abbiamo imparato come si vive accampati su un  pullman e come passa bene il tempo quando si è in buona compagnia, con una buona musica di sottofondo (sul pullman avevamo ben 2 chitarristi, e che chitarristi!). I monumenti e i musei visitati, nell’euforia generale, sono passati in secondo piano, anzi hanno perso ogni rilevanza nei nostri ricordi. In noi, più che il ricordo della gita in Germania, rimarrà il ricordo della Gita di Quinta, ultima occasione per noi dell’ultimo anno per divertirci tutti insieme (scopo decisamente raggiunto).

Va detto poi che la gita ha rafforzato il nostro fisico, dato che abbiamo svolto un intensa attività fisica. Infatti sconsigliamo a chi non ha le gambe buone o a chi soffre di cuore di visitare il complesso museale di Berlino, di cui noi abbiamo visitato soltanto il museo ebraico, il museo egizio e la pinacoteca con i quadri romantici.

Abbiamo visitato le varie città, anche se in realtà abbiamo calpestato poco suolo tedesco, dato che gran parte di ciò che abbiamo visto lo abbiamo visto dal vetro del pullman, di sfuggita. Abbiamo testato così l’efficienza delle strade tedesche, dove il traffico è stato sempre scorrevole.

Da non dimenticare la serata alla Hofbräuhaus, famosa birreria di Monaco (luogo di ritrovo dello stesso Hitler) dove lo spettacolo organizzato, veramente molto divertente, ci ha dato occasione di rinnovare la nostra italianità. Una nostra compagna (non dico il nome, come si dice “avevi a èccisi se lo volevi sapé”) chiamata sul palco da un intrattenitore in tipica tenuta bavarese, alla domanda “Where do you come from?” ha risposto fieramente “BUTI, from Buti! Pisa!” sottolineando l’attaccamento al suo borgo natio. In più buona birra e una buona cena ci hanno rinvigorito dal lungo viaggio che abbiamo affrontato. Purtroppo questa abbondante cena, con le sue salcicce e le migliaia di gustose salse, è stata oggetto di grandi rimpianti le sere seguenti. Infatti le minestrine multicolor dalle tonalità più disparate serviteci alla Trattoria Roma e anche all’albergo di Norimberga non sono neanche paragonabili alla cena che ci è stata servita alla birreria.

Altra tappa divertente è stata la visita agli Hard Rock Cafè di Monaco e di Berlino, che hanno occupato due delle nostre uscite serali. Sono veramente il massimo, ognuno di noi (e penso anche delle altre classi) ha un souvenir di quei mitici pub, dove è possibile per gli amanti della musica rock ammirare vere e proprie “sacre reliquie”. Ricordiamo la chitarra di Roger Waters, fondatore dei Pink Floyd, testi scritti a mano originali che portano la firma di John Lennon, e molti altri oggetti che hanno segnato la storia della musica.

Nonostante le ore di prigionia (non a Dachau, che abbiamo visitato il secondo giorno, ma sul pullman) le ore di libertà non ci sono certo mancate. Praticamente fuori dal pullman eravamo sempre liberi, anche dentro i musei, dove i prof ci lasciavano libera iniziativa. In più la sera al rientro in albergo (coprifuoco a mezzanotte circa) ovviamente nessuno è mai andato a letto prima delle due e mezza (approssimazione per difetto, per quanto riguarda l’ultima sera nessuno è mai andato a letto).

Complimenti a tutti i prof, che hanno fatto sempre il possibile per accontentare le nostre preghiere, come la tanto desiderata sosta all’Olympia Stadion, il luogo dove i nostri azzurri hanno vinto il mondiale ’06, e un ringraziamento va anche agli autisti, che con i loro caffè serviti a bordo ci hanno dato la possibilità di bere un vero caffè, cosa rara in Germania (a loro la birra, a noi caffè e vino, mi sembra equo…) Un saluto del tutto particolare va a Dita, la guida turistica che ci ha accompagnato a Berlino durante la visita al Bundenstag, il palazzo del parlamento, alla porta di Brandeburgo, ai resti del triste muro  e in molti altri posti della città, descrittici da lei in un italiano limpido e fluente, aulico. Perciò dedichiamo a lei due righe, sperando che le legga.

“Ciao Dita, tu mankare noi già  molto. Noi folere fare te ringraxiamento particolare per affetto e soprattutto per pazienza con cui tu avere trattato noi. Anche se una krande lontanezza ci separa, tu ormai sei in nostri kuori….   

                                                                                                                          The sublime……..Classe 5° A

 

 

by didattica last modified 30-05-2008 14:57
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